Vent’anni di storie, di idee: un’avventura iniziata nel 2005, quando il Novecento ancora era lì e ci raccontava vicende leggendarie di editoria. L’azzardo e lo slancio, il tentativo di cercare il nuovo e di mantenere vivo il dialogo con i maestri, da Tabucchi a Riccarelli, da Walter Mauro a Paolo Poli a Dacia Maraini. Viaggi, trasferte, lezioni, incontri irripetibili. – Paolo di Paolo
Riavvolgere il nastro di vent’anni di libri, corse, paure, gioie e tantissimi incontri è forse impossibile. L’unica strada sarebbe quella cronologica o degli avvenimenti più importanti: il primo libro, la prima recensione, la prima volta allo Strega o la cinquina Campiello, gli autori più importanti e quelli che sono nati con noi.
Tutto estremamente vero, ma spoglio delle emozioni del prima e del dopo, di tutti quegli attimi e quelle giornate, a volte anche uguali, che ci hanno permesso di tenere la barra dritta tra mille difficoltà.

Quelle che abbiamo condiviso con tutti gli altri editori indipendenti che, anno dopo anno, con gusto e soddisfazione, vedo festeggiare i loro traguardi. Perché questo è un lavoro competitivo, certo, ma che vive anche della bellezza del confronto, che spinge a fare meglio di qualcuno che stimi e ritieni un valido “avversario”.
Ecco perché l’unica cosa che sento di poter recuperare in un ipotetico viaggio nei ricordi sono tre persone molto diverse che oggi non ci sono più, ma che hanno permesso alla casa editrice di decollare. Certo, sono solo alcune delle tante persone che hanno contribuito, ma loro lo hanno fatto in momenti e snodi speciali.
Il primo è sicuramente Walter Mauro, mio mentore da molto prima che la casa editrice nascesse e che fino al 2012 ne è stato presidente onorario. Quando questa impresa sembrava qualcosa di irreale, o quantomeno etereo, lui è stato il primo a credere che fosse possibile che dei ragazzi neanche trentenni potessero fondare una casa editrice.

Più o meno la stessa cosa che, due anni dopo, fece Ugo Riccarelli, fresco vincitore del Premio Strega, decidendo di aprire una collana come Racconti d’autore con un libro, Pensieri crudeli, a cui siamo ancora molto affezionati. Aveva percepito qualcosa che neanche noi avevamo molto chiaro e la sua fiducia fu una benzina fondamentale per prendere coraggio e andare avanti.
Cito infine Antonio Tabucchi perché a lui, in qualche modo, si deve l’inizio della fortunata Passaggi di dogana. All’epoca, era il 2012, Mariacarmela Leto aveva avuto l’idea di questa collana e, insieme a Paolo Di Paolo, avevamo ragionato a lungo su come realizzarla, finché non ci capitò sottomano il testo di un giovane autore che rifletteva sui luoghi di Tabucchi a Lisbona. Inaspettatamente, lui stesso decise di supervisionare ogni passaggio di quel volume, regalandoci un’esperienza unica.
Questi sono stati anche i nostri vent’anni. Potrei raccontare di aver avuto la possibilità, grazie alla casa editrice, di lavorare insieme a Joe Lansdale a una collana, di accompagnare in molti viaggi in giro per l’Italia Dacia Maraini, di essere preso in giro per un’intera presentazione da Paolo Poli, di correggere le bozze di un libro, gomito a gomito, con Iolanda Insana. Ma, come detto, mancherebbe forse la magia, che ora è tutta concentrata sui nostri prossimi vent’anni.
Giulio Perrone




