«Un’anima errante, fra cortili e galassie» – così Elvira Seminara definisce Franco Battiato, maestro di visioni, spiritualità e ironia. In questa intervista, l’autrice del libro In Sicilia con Franco Battiato (Giulio Perrone Editore, collana Passaggi di dogana) racconta il suo incontro con l’opera e la persona dell’artista, tra folgorazioni giovanili, ricordi privati e una profonda affinità creativa. Ne emerge un dialogo intimo e lirico, che attraversa suoni, silenzi, paesaggi interiori e notti a Milo, tra film inattesi e nuovi inizi.

Intervista a Elvira Seminara | In Sicilia con Franco Battiato

Di Maria Camilla Brunetti 

Quando l’arte di Franco Battiato è entrata nella tua vita? Quando hai iniziato a conoscere la sua musica e la sua esperienza artistica?

Mi folgorò Mal d’Africa. Ero giovanissima, ma conoscevo quel senso di sperimento e follia, di alienazione elettrica, espresso in quella canzone. Era il 1983. Da allora Battiato è entrato nel mio campo esistenziale. Anche se lui non lo sapeva. Ci siamo conosciuti qualche anno dopo, quando lo intervistai per «La Sicilia», dov’ero redattrice.

In che modo la sensibilità, di anima e di artista, di Battiato ha dialogato e continua a dialogare con la tua? Quali sono i luoghi, i paesaggi interiori, nei quali vi incontrate?

Sento la voce di Franco, morbida e sottile, in certe zone di attesa della vita – una piazza svuotata dalla pioggia, una nuvola dal profilo strano. È un canto e un controcanto. Salmo di gratitudine alla vita, ma anche scherzo, gioco con gli elementi. Filo d’erba che danza col vento. C’è una canzone meravigliosa in cui oggi lo trovo così, e interamente: Haiku.

Potresti condividere con noi un tuo ricordo di Franco? Un momento condiviso di quotidianità, un’immagine più privata?

Era il 31 dicembre, a casa sua, a Milo – una quindicina di persone. I capodanni  hanno sempre un’insidia, dentro, fra i luoghi comuni, bilanci e malinconia. Lui si annoiava, visibilmente. A un certo punto, finita la cena, lo seguimmo in un’altra sala e sul grande schermo fece partire, senza dirlo, il film Pina di Wim Wenders. Gli altri andarono via. Siamo rimasti in tre a vederlo, in silenzio, in una dimensione altra e scorporata, senza più date e scadenze, liberata. Quando è finito il film ero più leggera, finalmente pronta a entrare in un giorno nuovo.

Se dovessi scegliere un’immagine che possa raccontare l’orizzonte umano e spirituale di Battiato, quale sarebbe?

È quella che ho scelto come sottotitolo del libro. Un’anima. Errante, fra cortili e galassie.

L’autrice

Elvira Seminara è scrittrice e giornalista. Catanese, ha pubblicato romanzi, racconti e testi ibridi con editori come Einaudi, Mondadori, Nottetempo, Sellerio e oggi Giulio Perrone Editore. La sua scrittura, originale e vertiginosa, unisce sguardo acuto e immaginazione visionaria. Tiene laboratori di scrittura in tutta Italia e collabora con quotidiani e riviste. In Sicilia con Franco Battiato è il suo personale attraversamento di un’anima artistica e spirituale, un omaggio affettuoso e libero al Maestro, attraverso i luoghi reali e interiori che li hanno uniti.

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