Con questa nuova rubrica, #AtlanteDelleLibrerie, vogliamo raccontare le librerie che condividono con noi lo spirito di Passaggi di Dogana: luoghi di incontro e scoperta, dove ogni libro diventa un invito al viaggio, reale o immaginario, attraverso storie, voci e geografie letterarie.

 

Ogni mese incontriamo un libraio o una libraia per dialogare sul loro rapporto con la collana, sui titoli più amati e sui modi in cui questi volumi vengono accolti dal pubblico. Le librerie indipendenti, con le loro personalità e le loro scelte, rappresentano un punto d’approdo ideale per chi crede che la letteratura sia prima di tutto un attraversamento, un “passaggio di dogana” tra esperienze e visioni.

 

In questa nuova intervista, incontriamo Arcangelo Licinio, della Libreria Prinz Zaum di Via Cardassi, 93 a Bari, per scoprire come i libri di Passaggi di Dogana dialogano con i lettori del suo spazio e quali titoli hanno lasciato il segno.

 

 

Intervista ad Arcangelo Licinio della Libreria Prinz Zaum

 

Di Maria Camilla Brunetti

 

Passaggi di Dogana è una collana trasversale, che accoglie tra i suoi titoli, testi dedicati alla relazione tra grandi figure della cultura e della società (molto presenti nel nostro immaginario collettivo), e i luoghi nei quali queste figure di artisti, interpreti della musica d’autore, intellettuali, icone dello sport, si sono formate o dai quali sono state influenzate e ispirate. Come è accolto, dal vostro pubblico di lettori, questo progetto editoriale?

 

Passaggi di Dogana è uno dei progetti editoriali più apprezzati da chi attraversa Prinz Zaum. È come se, per una fortunata coincidenza, rispondesse a uno dei pilastri del progetto della nostra libreria, cioè quello di avvicinare alla lettura anche chi è di solito lontano dai libri, chi pensa che i libri non abbiano nulla da dirgli.

 

Accade spesso che qualcuno entri da noi, magari anche solo attirato dal fatto che a Zaum c’è un piccolo bar, e scopra che uno dei libri di Passaggi di Dogana parli proprio a lui (o a lei) a partire da una città che ama o che vorrebbe visitare o da un interprete che in qualche modo la rappresenta o racconta. E questa possibilità è anche molto apprezzata dalla nostra comunità di lettori.

 

Ci sono dei titoli, all’interno del catalogo di Passaggi di Dogana, ai quali siete particolarmente affezionati o che hanno riscontrato un’accoglienza particolarmente positiva, da parte dei lettori che frequentano la vostra libreria?

 

Sicuramente A Mosca con Majakovskij è uno dei titoli che ci rappresenta di più. Nel nome stesso di Prinz Zaum vi è un riferimento allo “zaum”, una delle correnti più interessanti del Futurismo russo, alla quale – soprattutto per quanto riguarda la possibilità della libera esplorazione linguistica  – si è ispirato Majakovskij. È un titolo per noi iconico, sempre in bella mostra sugli scaffali.

 

Un altro titolo a cui siamo particolarmente affezionati è A Manchester con gli Smiths, il racconto degli Smiths, soprattutto il loro essere alla radice di quello che poi sarà la successiva “Madchester” ci appassiona e appassiona la nostra comunità di lettori.

 

C’è un titolo ancora non esistente, un binomio personaggio/luogo, che ancora non  abbiamo pubblicato e che vi piacerebbe vedere in futuro in collana?

 

Sarebbe bello raccontare la Berlino degli anni ’80 con la prospettiva di un gruppo seminale come gli Einstürzende Neubauten, o raccontare la Puglia attraverso la lunga storia dei Sud Sound System, sarebbe un modo per attraversarne le radicali modificazioni intervenute in questi anni. 

 

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