Con questa nuova rubrica, #AtlanteDelleLibrerie, vogliamo raccontare le librerie che condividono con noi lo spirito di Passaggi di Dogana: luoghi di incontro e scoperta, dove ogni libro diventa un invito al viaggio, reale o immaginario, attraverso storie, voci e geografie letterarie.
Ogni mese incontriamo un libraio o una libraia per dialogare sul loro rapporto con la collana, sui titoli più amati e sui modi in cui questi volumi vengono accolti dal pubblico. Le librerie indipendenti, con le loro personalità e le loro scelte, rappresentano un punto d’approdo ideale per chi crede che la letteratura sia prima di tutto un attraversamento, un “passaggio di dogana” tra esperienze e visioni.
In questa prima intervista, incontriamo Alice Pisu, della Libreria Diari di bordo di Via Santa Brigida, 9 a Parma, per scoprire come i libri di Passaggi di Dogana dialogano con i lettori del suo spazio e quali titoli hanno lasciato il segno.

Intervista ad Alice Pisu della Libreria Diari di bordo
Di Maria Camilla Brunetti
Passaggi di Dogana è una collana trasversale, che accoglie tra i suoi titoli, testi dedicati alla relazione tra grandi figure della cultura e della società (molto presenti nel nostro immaginario collettivo), e i luoghi nei quali queste figure di artisti, interpreti della musica d’autore, intellettuali, icone dello sport, si sono formate o dai quali sono state influenzate e ispirate. Come è accolto, dal vostro pubblico di lettori, questo progetto editoriale?
Il nostro è un pubblico molto attento alle proposte raffinate e alternative e senza dubbio Passaggi di Dogana è la collana che più riesce a intercettare i gusti letterari di un’ampia fetta di lettrici e lettori di età diverse per il gusto della scoperta di un luogo nutrendosi di un doppio sguardo, quello di chi scrive e quello della figura eletta come guida per sostanziare quell’esperienza.
Se i primi titoli erano più vicini al saggio, il progressivo sviluppo della collana nata da un’intuizione felice ha rischiarato nel tempo una nuova tendenza, favorita anche dalla veste grafica accattivante. Passaggi di Dogana si rivela una collana sfaccettata e eclettica, con titoli che pur nell’orientamento condiviso sono approfondimenti lontani da un’idea di serialità in senso stretto, perché definiscono il taglio sulla base di suggestioni personali e formazione specifica.
Per questo, leggere In Amazzonia di Daniele Petruccioli favorisce un’esperienza di lettura che esula dalla sovrapposizione di sguardi letterari, seppur presenti e fondanti come Mario de Andrade o Milton Hatoum, per innescare un’immersione in un luogo altro secondo una sorta di cartografia dell’anima capace di ridefinire gli spazi e i luoghi sulla base di suggestioni intime sovrapposte a trasformazioni epocali.
Leggere invece, ad esempio, In Irlanda con Sally Rooney si mostra un’esperienza radicalmente diversa, sulla base di uno studio attento e scrupoloso della produzione letteraria di una voce tra le più influenti del panorama letterario compiuto da una scrittrice come Fuani Marino che negli anni con le sue opere ha mostrato di possedere uno sguardo obliquo capace di insinuarsi nelle pieghe delle storie per illuminarne i risvolti inattesi.
Sono tanti gli esempi che si potrebbero fare per riflettere sul valore letterario di titoli che non sono ascrivibili a mere guide ma sono inviti ad abbandonare visioni stereotipate in favore dell’adozione di uno sguardo nuovo capace di rendere il lettore parte attiva di un processo che si nutre di connessioni nuove tra ambiti all’apparenza lontani, grazie anzitutto a una sorta di elogio della divagazione, cifra comune dei volumi della collana.
Ci sono dei titoli, all’interno del catalogo di Passaggi di Dogana, ai quali siete particolarmente affezionati o che hanno riscontrato un’accoglienza particolarmente positiva, da parte dei lettori che frequentano la vostra libreria?
Tra i titoli che hanno in tempi più recenti conquistato il nostro pubblico segnaliamo A Parma, da Stendhal ai Bertolucci di Gabriele Balestrazzi, che ha saputo compiere ritratti di grandi figure della Storia e delle Arti accanto ad altri grandi esponenti della società parmigiana con un invito a trovare, così come suggerito dalla lettura de La Certosa, un personale ingresso alla città abbandonando convinzioni precostituite. Segnalo anche In Italia con Italo Calvino. La traiettoria di uno sguardo, a cura di Alessandro Gianetti e Marino Magliani, un testo di grande intensità e bellezza compositiva che restituisce aspetti inediti di un pilastro della letteratura italiana, conducendo chi legge a riconoscere una peculiare poesia contadina e a innamorarsi di un’ossessione e farla propria.
Oltre ai titoli già citati, tra quelli che più ho amato ci tengo a segnalare In Messico con Frida Khalo di Paola Zoppi, un’ode all’imprescindibilità dell’arte nella vita di un’artista raccontata seguendo un doppio tracciato, quello biografico, professionale e affettivo, e quello visionario, intriso di rimandi simbolici propri di un complesso e dolente immaginario personale, attraverso un’indagine che parte dal corpo come principio e fine di tutte le cose.
Un altro titolo che ho amato particolarmente tra gli altri è A New York con Paul Auster per la capacità di Giorgio Biferali di raccontare New York non solo attraverso innumerevoli rimandi cinematografici, letterari, musicali, riconoscendo quella che Adam Gopnic definì un’illusione romantica. Al di là dell’idealizzazione, è possibile cogliere attraverso il filtro letterario la coesistenza di spazi invisibili e tangibili della frenesia urbana che strutturano tale gigantesco corpo vivo con un’acuta traduzione narrativa dell’erranza fisica e letteraria di Auster sulle tracce dei meccanismi che regolano la sua idea di letteratura: le logiche del caso e della fortuna, l’idea di inafferrabilità dell’esistenza.
C’è un titolo ancora non esistente, un binomio personaggio/luogo, che ancora non abbiamo pubblicato e che vi piacerebbe vedere in futuro in collana?
Sarebbe interessante dare valorizzazione a voci finite ingiustamente nell’oblio che solo di recente sono al centro di una riscoperta. Per quanto la collana abbia un impatto immediato anche grazie alla riconoscibilità indubbia delle figure scelte per dare una direzione marcata al catalogo, da libraia e lettrice amerei anche trovare titoli capaci di assegnare un nuovo rilievo a autrici e autori di cui si tende a parlare poco. Potrei fantasticare su svariati titoli: Tra Roma e Parigi con Alba De Cespedes; Luoghi dell’oblio. La Romagna de I superflui di Dante Arfelli; In Catalogna con Mercè Rodoreda.
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