Dove finisce Stefani e dove comincia Lady Gaga?

New York è il luogo in cui tutto ha avuto origine, la città in cui una ragazza dell’Upper West Side è diventata una delle icone più potenti e controverse del nostro tempo. In A New York con Lady Gaga (Giulio Perrone Editore, collana Passaggi di Dogana), Giulia Sara Miori ripercorre le molte vite dell’artista: i luoghi, reali e simbolici, che ne hanno forgiato l’identità, e le metamorfosi che hanno trasformato una giovane musicista in un mito contemporaneo.

In questa intervista a cura di Maria Camilla Brunetti, responsabile della collana, l’autrice ci accompagna dietro le quinte del suo lavoro di ricerca e nella doppia anima di una città — e di una donna — capace di reinventarsi all’infinito.

Intervista a Giulia Sara Miori | A New York con Lady Gaga

Di Maria Camilla Brunetti

New York è stata la città in cui Stefani è nata e cresciuta e, al tempo stesso, è stata la linfa, la musa e il luogo, in cui Lady Gaga è potuta venire alla luce. Ma sono due New York molto diverse tra loro, quelle della nascita di Stefani e quella che ha visto nascere Lady Gaga. Puoi descrivercele?

È vero, Stefani è nata a New York ma è come se avesse vissuto due vite: la prima nell’Upper West Side, il quartiere benestante di Manhattan, dove ha frequentato le scuole più prestigiose ed è cresciuta immersa nel privilegio e circondata dall’amore e dal supporto dei genitori; la seconda nel Lower East Side, cioè nel quartiere più vitale e wild, quello dei bar, dei locali open mic dove si esibiva come stripper e artista, e dove, finalmente libera dalle imposizioni familiari, ha trovato la sua strada. È proprio downtown, infatti, che Stefani trova il coraggio di smettere i panni della brava ragazza della Manhattan bene e di diventare Gaga: la performer, la diva, la donna impossibile da addomesticare, l’icona, quella che non si lascia più definire “troppo pop o troppo teatrale”, ma che riesce a integrare tutte le parti di sé che fino a quel momento erano rimaste nascoste. Il Lower East Side, con le sue anime contraddittorie, è insieme uno specchio e una musa, un’ispirazione e una forma di riscatto.

Lavorando al libro e documentandoti sulla biografia e sull’universo psicologico e umano di Stefani, vorrei chiederti quale è stato l’aspetto che più ti ha colpito del processo artistico che ha portato alla nascita del personaggio di Lady Gaga e l’aspetto dell’artista che più senti vicino.

Ho cominciato a documentarmi su Gaga non da fan, ma da autrice che ha sempre avuto una fascinazione per il personaggio e per i suoi lati più eclettici e radicali. Ciò che mi ha sempre attratto, e che mi ha incuriosito sempre di più a mano a mano che procedevo col lavoro, è da un lato la sua capacità di rinnovarsi continuamente, dall’altro l’impossibilità di ridurre la sua arte a un solo aspetto. Gaga non è solo una cantante, non è solo una songwriter, non è solo una performer: è tutte queste cose insieme e allo stesso tempo nessuna di queste, perché la sua personalità è talmente forte che trascende qualsiasi tentativo di definirla. 

Quale ritieni sia il fattore – psicologico, artistico, umano – che ha portato Lady Gaga a diventare un’icona assoluta della scena musicale internazionale?

Sicuramente il carisma.

Come hai proceduto alla raccolta dei materiali per il libro e poi alla loro organizzazione, alla ricostruzione della toponomastica reale della New York, forse meglio scrivere “delle molte New York”, all’interno delle quali si è mossa e si muove Lady Gaga?

Il mio metodo di lavoro consiste in un’immersione totale che somiglia a uno stato di trance. Nella fattispecie, prima di tutto ho preparato la bibliografia, poi ho letto tutto ciò che poteva darmi un’idea di chi fosse Stefani e di come fosse diventata Gaga. Poi ho trovato tutti i luoghi che in qualche modo avevano a che fare con lei (la casa dov’era cresciuta, la scuola, il college, l’appartamento dove si è trasferita da sola, tutti i locali che frequentava, eccetera eccetera) e sono andata a cercarli su Google Streets, su Youtube, su Reddit, su Pinterest: praticamente ovunque. Poi ho ascoltato (e letto) tutte le interviste, ho recuperato i video di quando ancora non era famosa, ho studiato gli outfit, le performance, il suo modo di fare, di parlare, di stare sulla scena. Ho studiato l’evoluzione del personaggio, mi sono interrogata a fondo sulle cose dette e su quelle taciute, mi sono chiesta il perché, ho indagato. Avevo bisogno di capire. Una volta a buon punto, ho creato un file di Word con un elenco di tutti i luoghi principali delle due New York di Gaga, e un altro in cui ho tradotto i brani delle interviste che mi interessavano, oltre alle citazioni tratte dai testi cartacei. Soltanto alla fine, quando il quadro si è delineato, ho cominciato a scrivere.

L’autrice

Giulia Sara Miori è nata in Sicilia, ma ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Trento. Dopo aver vissuto per parecchi anni nei Paesi Bassi, si è trasferita a Milano, dove vive e lavora. Suoi racconti sono usciti su diverse riviste, tra cui «minima & moralia», «Nazione Indiana» e «L’Indiscreto». Ha esordito nel 2021 con la raccolta Neroconfetto (Racconti edizioni), e nel 2024 ha pubblicato il suo primo romanzo, La ragazza unicorno (Marsilio).

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