Una vita senza vita

Pirandello in cinquant'anni di lettere

a cura di Arianna Fioravanti

Collana:

2017

pp. 447

ISBN: 978-88-6004-448-8

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22,00 €

«Io vivo per la gioja di vedere nascere la vita dalle mie pagine, togliendola dal mio corpo […]».
Così scriveva un giovanissimo Pirandello nel 1888, appena ventenne, lontanissimo ancora dalla fama internazionale
che ebbe il suo riconoscimento massimo con l’assegnazione del Nobel nel 1934, due anni prima della morte. Eppure tra l’ancora poco conosciuto poeta e «novellaro», come si definì in una lettera del 1904 ad Angiolo Orvieto, e il grande drammaturgo in lingua nazionale, il ricorso continuo alla pagina bianca come elemento vitale rimane costante, non già nell’accezione oggi stereotipata della scrittura come pratica terapeutica, ma in quella più titanica
di un flusso, un fiume da alimentare senza riserve con la propria vita, anche a costo di rimanerne senza. Così, nei cinquant’anni che vanno dal 1886 al 1936, Luigi Pirandello riversa in centinaia di lettere la sua biografia, regalandoci un autoritratto vivissimo delle sue vicende artistiche e familiari, dagli spostamenti giovanili tra Palermo, Roma e Bonn agli esili volontari a Berlino prima e Parigi poi, passando per il matrimonio tormentato con Maria Antonietta Portolano e l’amore infelice per la musa Marta Abba.


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