Il mio nome era un altro

Due bambini dell’est

Collana:

pp. 128

Formato 13x20

Racconti

10,00 €

Anna Maria Carpi ritorna con un romanzo amaro e icastico in cui l’appartenenza e l’identità vengono rimesse al centro delle nostre vite.

 

Marek è nato in un campo rom, probabilmente in uno slum vicino a Bratislava. Di quella parte della sua infanzia ricorda poco ma sono le sue radici e inevitabilmente le porta dentro di sé, anche quando viene abbandonato dalla madre e accolto in un istituto. Nel moderno orfanotrofio vive senza traumi, tranquillo e sereno, ma senza una madre e un padre. Fino a quando arrivano Sandra e Mario.

Una vita insieme, una vita felice e poi improvvisamente quell’urgenza, quel bisogno di avere un figlio che, però, non arriva. E allora la strada giusta è l’adozione: una chiamata, un viaggio verso la Slovacchia con in mano qualche fotografia e un grumo di paura e speranza. Marek finalmente ha qualcuno che lo fa sentire speciale, unico, con un’identità. Ma Sandra e Mario non sono i suoi genitori e nonostante tutto l’amore Marek vacilla, insicuro e testardo, tra la necessità di mettere alla prova il loro amore per lui e la drammatica paura di perdere tutto. Nulla lo rassicura.

Anna Barkòva nasce a Ivànovo, la “Manchester rossa”. I suoi fratelli sono morti tutti prima che lei nascesse e il padre e la madre vivono in costante ricordo di quei figli sventurati e meravigliosi che non ci sono più. Anna è silenziosa e non perché non abbia niente da dire, ma perché nessuno le chiede mai nulla. Anna è diversa dalla sua famiglia, talmente tanto che inizia a pensare che quelli non siano veramente i suoi genitori e che le sue radici siano quei popoli antichi di cui ha letto in biblioteca. Anna legge, anche questo la rende diversa, ed è attraverso i libri che scopre che nel mondo esiste anche il male e ne fa una precoce esperienza. Anna ha un destino segnato ma, come sempre, nulla è davvero scritto. E dentro di lei una voce, chiara e cupa allo stesso tempo, le dice tu vuoi fare la poetessa. Anna Barkòva diventerà veramente una poetessa e i suoi versi, in parte scritti nei gulag sovietici, avranno una notorietà solo postuma.

 

L’autrice

Anna Maria Carpi è autrice dei romanzi Racconto di gioia e di nebbia (Il Saggiatore, 1995), E sarai per sempre giovane (Bollati, 1996 – Forever young, Rowohlt, Amburgo 1997), Il principe scarlatto (Tartaruga, 2002), Un inquieto batter d’ali. Vita di H.v.Kleist (Mondadori 2005 – Premio Comisso 2006 – Kleist. Ein Leben, Insel, Berlino 2011). Le sue poesie sono raccolte in A morte Talleyrand (1993), Compagni corpi. Tutte le poesie 1992-2002 (2004 e 2005), E tu fra i due chi sei (2007), L’asso nella neve. Poesie 1990-2010 (2011 e 2012) e Quando avrò tempo. Poesie 2010-2012 (Transeuropa, 2013). Ha tradotto la lirica di Nietzsche (Einaudi 2000 e 2007), di G. Benn, (Einaudi 1981, 1989 e 2004), di D. Grünbein (Einaudi 2001, 2005 e 2011) e ha curato il Meridiano delle Opere di Kleist (2011).


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