Ritratto di un ragazzo da buttare alle ortiche

Collana:

pp. 104

Formato 13x20

ISBN: 978-88-6004-173-9

Romanzo

10,00 €

Diretto, secco, papale, basilare.
Errico Buonanno, Il Riformista

Bello senza strafare, irriverente e diretto ma incredibilmente gentile.
Florinda Fiamma, Rolling Stone

Rachid Djaïdani non si limita a raccontare con la sbrigativa impellenza di chi ha solo da gridare la propria ribellione, ma compone una storia che ha il suo vero centro nella lingua che esprime.
Mario Fortunato, L’espresso

Torna in libreria con il suo nuovo romanzo l’autore best-seller in Francia con Boumkoeur (300.000 copie vendute).

Mounir si sente un elettrone vagante, un extraterrestre, un selvaggio. Vorrebbe sfuggire alle continue lamentele dei suoi vicini e accontentare i suoi genitori, stacanovisti con un banco di ortofrutta al mercato, che ambiscono per lui a un futuro al massimo. Vorrebbe, a volte, farsi piccolo come un lillipuziano, altre, invece, essere legato al dorso di un fuoco d’artificio. Vorrebbe diventare una star, abbagliare la notte durante il sonno. Nel frattempo, però, non può che accontentarsi di spazzare capelli pieni di forfora nel salone di un barbiere e vivere il suo mal di silenzio. Perché Mounir ha bisogno di parole per non scomparire, contare fino a dieci prima di parlare non fa per lui, la sua lingua non sopporta i numeri. Ogni settimana sale sul treno che collega la banlieu parigina in cui vive al centro della città. Destinazione: lo studio di uno psicanalista. Il tragitto diventa il pretesto per ricordare gli episodi che hanno segnato la sua vita. Una circoncisione senza anestesia, il suo personaggio di seduttore virtuale, la sorellina seme di rosa e l’ambigua tenerezza di Gigi, la babysitter, di cui scoprirà solo in seguito (e a proprie spese) il vero mestiere. Rachid Djaïdani torna con un romanzo ancora più diretto e irriverente. Con una lingua aspra, ritmata, capace di aprirsi all’ironia e perfino alla tenerezza, racconta quanto sia difficile crescere – sempre e dovunque, ma in certi casi di più. E quanto lo sia, dopo tutto e comunque, dire alle persone che amiamo vi voglio bene IN MAIUSCOLO.

 

 

L’autore

Rachid Djaïdani (1973), di padre algerino e madre sudanese, conta nel suo curriculum esperienze di muratore, boxer, regista e attore. Il suo romanzo d’esordio Boumkoeur (1999) è stato un best seller in Francia. In Italia è uscito per i nostri tipi Viscerale. Un grido dalle banlieue (2009).

Rassegna Stampa

Simona Verrazzo, Ilfoglio.it

Luca Casadio, Flaneri.it

Adnkronos.it

Lankelot.eu


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