Questa lontananza così vicina

Collana:

pp. 128

Formato 13x20

ISBN: 978-88-6004-342-9

Romanzo

10,00 €

Raccontando la storia amara e dolce di un’insegnante di italiano, Paolo Di Paolo ci regala un libro unico, prezioso ed emozionante.
Il Venerdì di Repubblica

Tutta la ricchezza che ti aspetteresti da un veterano della letteratura, ma anche tutta la freschezza dello sguardo di un ragazzo.
Raul Montanari

 

Tutto comincia con un’ultima lettera. La più sincera, la più urgente che una donna, D., abbia mai scritto. Poche righe, in cui tira le somme della vita – affetti, riconciliazioni mancate; il suo lavoro di insegnante.
Un’esistenza fatta anche di viaggi, di fotografie in bianco e nero, di mari spiati al mattino, quando i colori non sono definitivi; un’esistenza poi taciuta, a scuola, quando bisognava ragionare per mezzi voti e programmi ministeriali; e, forse, difendersi. Dall’altro lato della cattedra, un ragazzo alle prese con le declinazioni latine e le inadeguatezze dell’adolescenza. Of Paul, lo chiamava lei, scherzando sul nome; e, dopo avergli sondato l’insicurezza nelle parole già mature dei temi, lo congedava per l’estate con qualche consiglio di lettura.
D. è morta di tumore un giovedì di giugno, a quarantaquattro anni. Of Paul, ormai sull’altra soglia dell’adolescenza – quella che si chiude senza il rumore che ci si aspettava – scopre di non averla mai compresa davvero, quell’insegnante ironica e troppo severa.
E così, il ragazzo ormai cresciuto torna nei luoghi di D., cerca le parole non dette nei diari lasciati a metà, e in quell’ultima lettera che disegna uno spazio abitato di ricordi, diventa la mappa di una geografia personale a cui fare ritorno con gli occhi del poi. Come in un tema di maturità fuori tempo massimo, Paolo Di Paolo allora ripercorre i fatti dell’adolescenza e li interroga. Cosa possiamo salvare di ciò che è stato? E degli altri – quando, per una ragione qualunque, li perdiamo? Quanto ci appartengono? Quanto pesa questa lontananza? Forse a renderla vicina, così vicina, è il riconoscersi simili, dopotutto. Oppure la scrittura: se tenta di risarcire, di costruire una memoria condivisa; di fare vero un io.

L’autore

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Nel 2003 entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte (Empiria 2004). È autore tra l’altro di Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi (Laterza 2007), Questa lontananza così vicina (Perrone 2009), Dove eravate tutti (Feltrinelli 2011, Premio Mondello e Premio Vittorini) e Mandami tanta vita (Feltrinelli 2013). Ha lavorato anche per la televisione e per il teatro: Il respiro leggero dell’Abruzzo (2001), scritto per Franca Valeri; L’innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2010. Raccontami la notte in cui sono nato è uscito in prima edizione nel 2008.

Rassegna Stampa

Intervista a Radio 3 Fahrenheit (ascolta)

Post-It, Radio sapienza.it (ascolta)

Giulia Dattilo, Mangialibri.com

Matteo Chiavarone, Ilrecensore.com


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