Lotto 25

Chi ha ucciso Annarella Bracci?

Collana:

pp. 208

Formato 13x20

ISBN: 978-88-6004-280-4

Romanzo

13,00 €

Storie dimenticate, rimosse: ferite sulla pelle di un Paese con tanti morti ammazzati, qualche capro espiatorio ma nessun colpevole. Ovunque si ascoltava la litania del benessere, un canto di sirena, col termometro infilato sotto al braccio: mentre saliva la febbre della disuguaglianza, dentro antichi retaggi della lotta di classe e rivolte imminenti, fino agli anni di Piombo.

 

Il parco intitolato ad Anna Bracci è una spianata desolata, un rettangolo irregolare dove la polvere sembra voler soffocare i ciuffi d’erba, cresciuti qua e là senza una logica. Due file di panchine, una di fronte all’altra, sorvegliano un’altalena. Tutt’intorno muri butterati dal silenzio e dai graffiti, divorati dal sole: Primavalle.
Non c’è persona che abiti qui che non conosca il primo grande caso di cronaca nera del secondo dopoguerra. La storia del “mostro di Primavalle” e di Annarella, la bambina gettata in fondo a un pozzo dopo un tentativo di violenza sessuale. Gli anziani del quartiere ne parlano ancora, abbassando la voce e togliendosi il cappello in segno di rispetto e scuotendo il capo, lentamente, perché dal 1950 ad oggi il caso è ancora sostanzialmente irrisolto, perché dal 1950 ad oggi Annarella non ha ancora conosciuto pace e giustizia, perché Primavalle è un ubriaco dalla sbronza triste, senza denaro in tasca e che non parla. Lei, che abitava al lotto 25, a duecento metri dal parco che porta il suo nome, in quella borgata ai confini della città che oggi è divenuta il quartiere della droga e della malavita. Una metamorfosi dei margini, di angoli stretti e silenziosi che compongono una sorta di
periferia della modernità.

Riccardo D’Anna racconta Annarella e racconta Roma con parole amare e dolci allo stesso tempo, in bilico tra la ricostruzione del caso giudiziario e la ricostruzione dell’anima di Primavalle. Come una serie di fotografie disposte l’una accanto all’altra, alcune a colori altre in bianco e nero, attraverso cui ridà vita a strade e volti che riaffiorano fra le maglie spaiate dei ricordi.

L’autore

Riccardo D’Anna. È nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. Ha collaborato con la rivista «Nuovi Argomenti» e pubblicato racconti e contributi critici sulla poesia e la prosa otto-novecentesca. Come narratore, ha esordito con Una stagione di fede assoluta (2006), cui sono seguiti Saint-Ex (2008), La figura di cera (2011) e falso movimento (2011).

Rassegna Stampa

Radio 3 Fahrenheit

Brunella Schisa, Il Venerdì di Repubblica

Giuseppe Di Stefano, Il Corriere della Sera

Carmelo Albanese, Il Manifesto


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